I sali minerali sono contenuti anche nell’acqua da bere.
Per orientarsi nella giusta scelta dell’acqua un valido aiuto è offerto dalla lettura dell’etichetta. Innanzitutto bisogna valutare il residuo fisso rappresenta quindi una stima del contenuto in minerali e permette di classificare le acque minerali in 4 categorie:
• Acqua minimamente mineralizzata (residuo fisso minore di 50 mg/ L): un così basso residuo rende l’acqua particolarmente indicata nell'alimentazione dei neonati.
• Acqua oligominerale o leggermente mineralizzata (residuo fisso inferiore a 500 mg/ L): lo scarso contenuto di sodio stimola la diuresi e rende questa acqua indicata per chi soffre di ipertensione arteriosa.
• Acqua medio-minerale (residuo fisso compreso tra 500 e 1000 mg/ L): il discreto contenuto in sali minerali rende questa acqua utile nell'alimentazione degli sportivi, specie nel periodo estivo in cui è indispensabile reintegrare i liquidi e i minerali persi con la sudorazione.
• Acqua ricca di sali minerali (residuo fisso superiore a 1.000 mg/L): è un'acqua terapeutica e, come suggerisce lo stesso nome, molto ricca di sali minerali.
Il contenuto sopracitato è stato elaborato dalla Tecnologa Alimentare Disabato Cinzia secondo la normativa sull'utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali. (11G0218) consultabile su NORMATTIVA, il portale della legge vigente, al seguente sito: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2011;176~art12!vig=